La storia

Abbiamo pensato di raccontare brevemente la storia dell’Istituto, intervistando alcuni ospiti che da tempo abitano nella nostra casa e tramite articoli di giornale d’epoca, vecchie foto ingiallite, racconti di discendenti degli antichi fondatori.

 

Le origini

La Sig.ra Sannoner ci ha parlato “di grandi cameroni da letto e di bei cori di suore in una chiesa molto più grande di quella attuale anche se non più bella”. Roberto Rusconi ricorda con malinconia l’Istituto in cui entrò nel 1978, anche se oggi è molto più confortevole. Ha visto cambiare completamente l’edificio così come il personale e gli ospiti di questa che è diventata con il tempo una casa sempre più grande e articolata.

L’Ospitale” nacque nel 1866 come “ricovero degli ammalati cronici”, per volontà e contributo finanziario di Antonietta Castagna, residente a Viggiù nella casa di fronte alla Chiesa della Madonna Croce. Avendo essa “per lungo e doloroso tirocinio sperimentato di quanta caritatevole assistenza abbisogni un tribolato, cronicamente ammalato …”, lasciò in eredità la casa (che divenne poi la prima sede dell’Istituto) e tutti gli averi suoi e del fratello, affinché coloro che come lei necessitassero di cure particolari e non potessero far conto sulle capacità proprie e della loro famiglia, vivessero comunque in modo dignitoso la loro esistenza.

Era un piccolo ricovero per sole 7 persone e incominciò a funzionare nel 1881, mandato avanti da due infermieri con scarse competenze d’assistenza ospedaliera; furono perciò sostituiti nel 1895 dalle Suore della Carità che garantirono una accurata igiene e nel contempo consentirono ingenti economie all’amministrazione di allora. Agli inizi del ‘900 l’amministratore Remigio Argenti, si rese conto che la vecchia casa Castagna non era più adatta alle esigenze dell’epoca, anche perché situata nel posto “più rumoroso e disturbato del paese”; per cui acquistò un terreno e iniziò la costruzione dell’odierno edificio. L’area su cui sorse il nuovo Istituto era sicuramente più tranquilla e panoramica della precedente ma le forti spese sostenute per l’acquisto del terreno, permisero l’allestimento di soli 6 posti-letto, per cui furono scelti per occuparli solo i più bisognosi tra coloro che avevano fatto richiesta di ricovero.

Il grande aumento di dimensioni si ebbe soltanto negli anni ‘60; dapprima edificate le due ali laterali, poi quella centrale fino ad arrivare all’attuale capienza di 140 ospiti. Nel 1967 entrava in funzione il nuovo padiglione Ovest (l’attuale ala A) e il numero degli ospiti passava da 25 a 67; veniva poi costruita la centrale termica, ora in pensione e l’attuale salone centrale. Nel 1971 iniziava la costruzione del padiglione Est, che avrebbe portato la capienza a 114 posti. Nel 1982 anche il corpo centrale fu ultimato con altri 26 posti-letto, una nuova cucina, la lavanderia e gli ambulatori medici. Fu costruito anche il “conventino”, piccolo quarto piano destinato ad accogliere le 6 suore che in quegl’anni erano a capo dei servizi dell’Istituto.

Oggi gli ospiti alloggiano in camere a 1-2-3 letti, con i servizi autonomi. Sono presenti un reparto per ospiti affetti dal morbo di Alzheimer ed uno protetto per persone con demenze senili. E’ cambiato quindi il tipo di persone che la nostra casa ospita rispetto a quello previsto nel primo statuto del 1872 ovvero “ammalati e poveri d’ambo i sessi”. Secondo lo statuto del 1992 infatti possono trovare dimora nel nostro Istituto “anziani in condizione di totale o parziale non autosufficienza”.

Negli ultimi anni è aumentato anche il personale che aiuta gli ospiti nelle loro necessità: 118 persone lavorano a tempo pieno o parziale nella struttura che accoglie fino a 140 pazienti. In oltre, grazie al potenziamento dell’assistenza domiciliare (RSA aperta) per gli anziani non autosufficienti, si è esteso il servizio di assistenza su tutto il territorio.